Federico II e la scuola siciliana, Città del Vaticano, Bibblioteca Apostolica Vaticana.
Storia

Federico II e gli Svevi: tracce di antropocentrismo culturale federiciano nell’architettura siciliana


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Figlio di Enrico VI di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero, e di Costanza d’Altavilla, ultima erede dei re normanni di Sicilia, Federico II di Hohenstaufen riunì in sé il trono imperiale e quello siciliano.

Federico II in trono – De Arte Venandi Cum Avibus, Città del Vaticano, Bibblioteca Apostolica Vaticana.

Rimasto orfano e per questo affidato alla tutela del papa Innocenzo III a garanzia dei diritti della famiglia di Svevia, il giovane sovrano fu incoronato re di Sicilia nel 1198, a soli quattro anni. Federico II, “stupor mundi”, appassionato di arte e di letteratura, promotore di raffinati passatempi e attività culturali, creò attorno a sé una classe dirigente fortemente tesa all’antropocentrismo, cioè al dominio dell’uomo sulla natura e sul mondo animale.

Falconieri_De_Arte_Venandi_Cum_Avibus

Le fonti storiche, oltre a ritrarre l‘imperatore svevo intento nell’arte di ammaestrare i rapaci ed in battute di caccia, ci tramandano così l’immagine di una nobiltà ruotante intorno ai numerosi castelli del regno, vere dimore aperte a sollazzi e mondanità, dove il sovrano e la sua corte si davano all’otium, praticando l’arte, la scienza e la poesia (massima dimostrazione di ciò è la produzione letteraria della cosiddetta Scuola poetica siciliana).

Federico II e la scuola siciliana, Città del Vaticano, Bibblioteca Apostolica Vaticana.
Federico II e la scuola siciliana, Città del Vaticano, Bibblioteca Apostolica Vaticana.

A testimonianza del potere di Federico, restano disseminati in gran parte della Sicilia castelli e fortezze, baluardi strategici per il controllo del territorio e l’affermazione del potere, patrimonio architettonico di recente sottoposto a ristrutturazioni ed aperto oggi alla fruizione turistica. Non è errato, infatti, parlare in Sicilia di un vero circuito medievale dei castelli, che tocca di fatto tutte le province.

Castello Ursino - Catania - Foto di Augusto Bizzi
Castello Ursino – Catania – Foto di Augusto Bizzi

Quelli di chiara impronta federiciana sono numerosi e tutti in ottimo stato di conservazione. È il caso del Castello Ursino nel cuore della città di Catania, la cui edificazione fu direttamente voluta da Federico II per completare la conquista ed il controllo della Sicilia orientale, oggi sede del museo comunale e della pinacoteca.

All’età di Federico II risalgono anche la Torre Ottagonale e il Castello di Lombardia ad Enna, anche se per parecchio tempo la loro costruzione fu attribuita erroneamente a Federico II d’Aragona. Ascritta allo stesso progettista della Torre Ottagonale di Enna, su uno scoglio posto all’imbocco del porto di Trapani si eleva la Colombaia, anch’essa di forma ottagonale, usata all’inizio come cisterna per la raccolta delle acque piovane. Tradizione vuole che da questa torre partissero gli avvisi per il sistema difensivo cinquecentesco messo a punto dall’architetto fiorentino Camillo Camilliani contro le incursioni provenienti dal nord-Africa.

Castello Maniace – Siracusa

Imponente è il Castello Maniace a Siracusa, fatto erigere da Federico sulla punta dell’isola di Ortigia con funzioni difensive e posto a strapiombo sul mare. Sino a qualche anno addietro fortezza militare, adesso è stato riaperto per spettacoli estivi e convegni. Il Castello di Milazzo (Messina) fu inserito nel 1239 da Federico fra i Castra Exempta per i quali bisognava nominare un castellano. Posto in una posizione splendida sul crinale di una collina, guarda da un lato sul porto di Milazzo e dall’altro su una bella spiaggia. Interessante la muratura di pietra nera proveniente dalle vicine Isole Eolie.

Castello di Giuliana - Palermo
Castello di Giuliana – Palermo

Di epoca federiciana è anche il Castello di Giuliana (Palermo), costruito intorno al 1240 sulla parte più alta dell’abitato; dopo essere stato di proprietà di re Federico d’Aragona, passò nelle mani di alcune fra le più importanti casate delle epoche successive: i Ventimiglia, marchesi di Geraci, i Peralta, i Luna, i Cardona, i Gioeni ed infine i Colonna di Paliano nel 1812.

Castello di Erice – Trapani

Ma il luogo forse di maggiore fascino della Sicilia medievale, dove è rimasta pressoché intatta l’atmosfera dei secoli di mezzo, è Erice (Trapani). Arroccato sul monte San Giuliano, affacciato sul mare e spesso avvolto dalla nebbia, il borgo, di antichissime origini elime e sede di un mitico santuario dedicato a Venere, fu ripopolato in epoca normanna e rifiorì tra XII e XIV secolo, periodo al quale risalgono l’impianto urbanistico e i maggiori monumenti: la Matrice, le chiese più antiche ed il Castello, detto appunto di Venere in onore dell’antica divinità degli Elimi.

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