La vera storia della Pasta alla Norma: quando Nino Martoglio disse “Chista è ‘na Norma!”
Un piatto iconico, una battuta teatrale e un grande autore siciliano: la Pasta alla Norma deve il suo nome a Nino Martoglio, che la definì “una Norma” in onore dell’opera di Bellini. Scopri l’aneddoto completo.
Ah, la Pasta alla Norma: uno dei simboli più celebri della cucina siciliana, un piatto che racchiude non solo sapori intensi ma anche un pezzo di storia culturale e teatrale della Sicilia. E se si parla della sua nascita nominale, è impossibile non evocare la figura del grande Nino Martoglio, drammaturgo, poeta e giornalista catanese di fine Ottocento e inizio Novecento. Ora vi accompagniamo, passo dopo passo, nella ricostruzione dettagliata di questo aneddoto tanto celebre quanto emblematico.
📜 Contesto storico e culturale
Siamo nella Catania di inizio Novecento, una città pulsante di fermento artistico e culturale. Da lì a pochi anni nascerà il futurismo siciliano con figure come Pippo Rizzo e Francesco Cuccia, ma nel frattempo la scena è dominata dal teatro popolare e verista. E uno dei suoi alfieri è proprio Nino Martoglio.
Martoglio era noto per il suo spirito acuto, la lingua tagliente, e la passione per l’espressione viva del popolo. Il suo talento linguistico lo portò a fondare anche una rivista in dialetto siciliano, “D’Artagnan”, e a lavorare con nomi come Luigi Pirandello e Giovanni Verga.
🍆 Il piatto: gli ingredienti dell’aneddoto
Il piatto in questione è una sinfonia mediterranea:
- pasta (tipicamente maccheroni o rigatoni),
- melanzane fritte,
- sugo di pomodoro fresco, possibilmente con basilico profumato,
- e, a concludere, una grattugiata abbondante di ricotta salata.
Un piatto umile ma d’impatto, tipicamente estivo, e realizzato con ingredienti che si trovano abbondanti nei mercati catanesi.
🎭 Il momento fatidico: “È ‘na Norma!”
L’aneddoto più accreditato — e che ha ormai assunto i contorni del mito popolare — racconta che Martoglio si trovasse ospite a pranzo presso amici (alcuni dicono la casa di un noto attore o di una famiglia di artisti locali).
Quando fu servito questo piatto ricco di profumi, colori e sapori, Nino Martoglio ne rimase folgorato. Dopo il primo boccone, si alzò in piedi, portando la mano al petto con gesto teatrale, e esclamò:
“Chista è ‘na Norma!”
Per capire la potenza di questa espressione bisogna sapere che a Catania il nome “Norma” non era solo un nome di donna, ma il simbolo dell’eccellenza artistica suprema, grazie alla celebre opera lirica “Norma” di Vincenzo Bellini, altro illustre figlio della città.
Dunque, paragonare un piatto a quell’opera immortale, significava dire: questo è un capolavoro assoluto.
📚 Fonti e trasmissione orale
Non esiste un atto notarile che certifichi questo episodio, eppure tutti i racconti convergono su Martoglio. La scena si tramanda oralmente, quasi fosse una piccola rappresentazione teatrale essa stessa. Alcune versioni collocano la scena in un teatro durante le prove, altre ancora in un contesto familiare, ma il cuore dell’aneddoto è sempre lo stesso: un’esclamazione di ammirazione densa di cultura e teatralità.
🏛️ L’eredità
Oggi la Pasta alla Norma è ambasciatrice della cucina siciliana nel mondo. Il suo nome è diventato sinonimo di perfezione culinaria. Ma pochi ricordano che dietro quella parola si cela l’eco di una voce teatrale, quella di Martoglio, e la cultura raffinata ma popolare di una Catania che sapeva mischiare arte e tavola con straordinaria naturalezza.
✨ Curiositá
In un mondo in cui i piatti spesso vengono chiamati in modo astratto o commerciale, sapere che la “Pasta alla Norma” nasce da un gesto spontaneo di meraviglia, da un paragone teatrale, e da un amore per l’arte totale, rende ogni forchettata un omaggio a quella scena, a quel momento, a quell’uomo che con una battuta ha fatto storia.
“Chista è ‘na Norma!” – e così fu battezzata.
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