“Le Lepri di Librino”: la nuova opera della Fondazione Fiumara d’Arte che restituisce identità al quartiere
📅 Mercoledì 22 ottobre 2025, alle ore 10:00
📍 Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco di Viale Castagnola a Librino
Librino (Catania) – 22 ottobre 2025
Dalle mani visionarie di Antonio Presti, mecenate e promotore culturale siciliano, nasce un nuovo segno d’arte pubblica nel quartiere di Librino a Catania: tre imponenti figure metalliche intitolate Le Lepri di Librino. L’evento di inaugurazione è fissato per il 22 ottobre 2025, all’ingresso del Museo MAGMA, e segna una tappa significativa del progetto di rigenerazione artistica e sociale promosso dalla Fondazione Fiumara d’Arte.

L’evento: data, luogo, protagonisti
Mercoledì 22 ottobre 2025, ore 10:00, davanti all’Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco (Viale Castagnola, Librino) si terrà l’inaugurazione ufficiale. Parteciperanno le scuole del quartiere, rappresentanti istituzionali, cittadini e la comunità locale: migliaia di studenti sono stati coinvolti nei laboratori preparatori. L’iniziativa rafforza il ruolo dell’arte pubblica come veicolo di inclusione e identità.
L’opera: descrizione e significato delle “Lepri”
Le nuove installazioni sono tre figure di lepri realizzate in acciaio dipinto dall’artista Antonella De Nisco, sotto il titolo collettivo Leporinus (note anche come “Le Lepri d’oro di Librino”). Sono state collocate su una rotatoria d’ingresso al quartiere: un gesto d’accoglienza visiva, ma anche simbolico.
La scelta del soggetto animale – la lepre – richiama etimologicamente il toponimo “Librino”, spesso associato alla presenza di questi animali nelle campagne circostanti. In tal modo l’intervento unisce arte, memoria locale e paesaggio urbano, restituendo al quartiere un segno d’identità condivisa.
Materialmente, le figure sono monumentali: l’acciaio dona solidità e durata, il pigmento lucente le rende visibili anche dal traffico veloce. L’installazione cerca un effetto fotografico e narrativo: da un lato le sculture colte come “guardiani” del quartiere, dall’altro come soggetti per la comunità che può riconoscerli, fotografarli e raccontarli.
Contestualizzazione: Librino come laboratorio di arte pubblica
Negli ultimi anni, Librino è diventato uno spazio sperimentale per l’arte pubblica grazie all’intervento della Fondazione Fiumara d’Arte. Dai progetti “Porta della Bellezza” e “Porta delle Farfalle” fino alla più recente “Porta dei Sogni” che ha visto coinvolti oltre 3.000 bambini e famiglie, l’arte è stata impiegata come mezzo di rigenerazione territoriale e partecipazione culturale.
Le Lepri si inseriscono in questa traiettoria progettuale: un’installazione visiva, educativa e partecipata, che si propone di modificare la percezione del quartiere, trasformandolo da periferia marginale a “museo diffuso”. L’arte non è più relegata nei musei, ma irrompe nella quotidianità urbana.
Analisi critica: simbolo, funzione e impatto urbano
Simbolismo toponomastico: individuare nella lepre il segno identitario del quartiere è un atto di riappropriazione culturale. L’arte diventa riscrittura del nome e della storia.
Bellezza accessibile: l’installazione su rotatoria richiama l’idea di “arte per tutti”, visibile da strada, pensata per il passante e per il residente, non solo per il visitatore d’arte.
Potenziale impatto sociale: le sculture possono migliorare la qualità ambientale, stimolare il turismo locale e favorire un senso di cura collettiva. Tuttavia, perché l’effetto sia duraturo, serve manutenzione continua, coinvolgimento delle istituzioni e programmi culturali permanenti — elementi spesso critici nei progetti di arte pubblica.
Il ruolo dell’artista e del committente
Antonella De Nisco con la sua opera declina la natura in una forma urbana, industriale e sociale; il committente Antonio Presti agisce come propulsore culturale: la Fondazione Fiumara d’Arte non costruisce solo opere, ma processi. Le Lepri sono frutto di una visione che unisce estetica, identità e rigenerazione.
Le Lepri di Librino rappresentano molto più di un’installazione: sono un atto di amore verso la comunità, un segno concreto che l’arte può trasformare lo spazio, restituire identità e parlare alla vita quotidiana delle persone. Per chi visita la Sicilia e per chi vive Librino, questa tappa non è semplicemente consigliata: è essenziale per comprendere come l’arte contemporanea e il paesaggio possano intrecciarsi in un’esperienza di cittadinanza e bellezza.
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